LIBRO CON CD

CHITARRA BRASILIANA AUTODIDATTA MIRCO BONUCCI CD TABLATURE Garota de Ipanema-Chega de saudade

La CHITARRA BRASILIANA AUTODIDATTA. Mirco Bonucci. CD TABLATURE

IN ITALIANO

LIBRO METODO DI MUSICA BRASILIANA PER CHITARRA CON CD E TABLATURE
SPARTITI CON ACCORDI, PENTAGRAMMA E TABLATURE. 

Questo metodo si propone di guidare l'autodidatta nel mondo della chitarra brasiliana. Il libro è accompagnato da un cd che con esercizi graduali porta all'esecuzione di alcuni tra le composizioni più famose dalla musica brasiliana.Insensatez - O a paz - Eu sei que vou te amar - A Banda - Eclipse - Chega de saudade

INTRODUZIONE
Lo strumento che esprime più efficacemente l'animo musicale
del popolo brasiliano è senza dubbio la chitarra.
La vastità del territorio brasiliano ed il carattere multietnico della
sua popolazione hanno favorito lo sviluppo di tecniche
chitarristiche che variano da regione a regione e che non
consentono di parlare di una "sola" chitarra brasiliana.
Ma nella loro diversità tutti gli stili del presente e del passato di
questo strumento in questo paese, hanno un elemento comune:
IL RITMO.
Il ritmo, che è uno degli elementi principali di un evento
musicale, sembra assumere nella musica brasiliana una valenza
superiore.
Qualsiasi chitarrista avrà osservato che per suonare musica
brasiliana è indispensabile avere un buon senso ritmico.
Partendo da questa semplice considerazione ho deciso di
strutturare un libro con esercizi che insegnino ad eseguire
correttamente il ritmo di alcuni fra gli stili più popolari della
musica brasiliana.
Il libro è consigliato a coloro che abbiano già una minima
conoscenza di accordi.
Nel CD allegato sono contenuti tutti gli esempi riportati nel libro.
Nel volume troverete le trascrizioni di alcune tra le composizioni
brasiliane più conosciute.
Buon Lavoro

INDICE
Introduzione
Note e pentagramma
Valori musicali
Alterazioni
Notazione e simbologia
Accordi ed armonia
La formazione degli accordi
Voicing 1
Voicing 2
Voicing 3
Esercizi con i voicings
La mano destra
La mano destra di Joao Gilberto
Nozioni fondamentali di ritmo
Primi esercizi
Modulo N°i
Modulo N°2
Modulo N°3
Brega
Modulo N°4 "II 3/4" (Esercizio)
Modulo N°S
Arpeggi
Sineta
Il pollice si oppone alle altre dita
Saude
L'anima ritmica della chitarra brasiliana
Frevo
Um pouco por dia
Baiao
Choro
Samba
Bicicleta
Trascrizioni
Appunti sulle canzoni trascritte
Suggerimenti per lo studio
Insensatez
Eclipse
O amor em paz
Eu sei que vou te amar
A banda
Garota de Ipanema versione Joao
Garota de Ipanema versione Jobim
Chega de saudade

 

Track
Titolo
Accordatura
Esercizio N° 1
Esercizio N° 2
Esercizio N° 3
Modulo N°1
Applicazione N°1
Modulo N°2 ("Estrangeiro")
Modulo N°2 ("Paisagern da janela")
Modulo N°3
Esercizio
"Maria Ninguém"
"Ho bà-là-là''
Brega
Modulo N°4 "II 3/4"
Esercizio
"Chovendo na roseira"
"Vaisinha"
Modulo N°5
"Por isso eu corro demais"
Arpeggio
Esercizio
"Agua negra da lagoa"
"Farolito"
"A paz"
Sineta
Esercizio
"Coisinha de pai"
"Aos pes da Santa Cruz"
Saude
"A felicidade"
"Clandestino"
"Branquinha"
Um pouco por dia
"Aza bianca"
Ritmo
Tango brasileiro esempio 1
Tango brasileiro esempio 2
Bicicleta
Insensatez
Eclipse
O amor em paz
Strumentale di "O amor em paz"
Eu sei que vou te amar
A banda
Garota de Ipanema versione Joao
Chega de saudade 

TRASCRIZIONI DI BRANI CELEBRI
Insensatez
Eclipse
O amor em paz
Eu sei que vou te amar
A banda
Garota de Ipanema versione Joao
Garota de Ipanema versione Jobim
Chega de saudade

 

Alcuni suggerimenti per studiare le trascrizioni

Le trascrizioni in appendice sono tutte facilmente reperibili, in linea di massima ho privilegiato le versioni originali.
Prima di tutto ascoltate molto bene l'esecuzione originale, poi concentratevi sugli accordi, memorizzate le forme e non preoccupatevi del ritmo; potete utilizzare inizialmente un
pattern ritmico semplice e ripetitivo.
Una volta assimilate le armonie di base iniziate la lettura delle ritmiche.
Consiglio di affrontare prima "Insensatez" e "O amor em paz" che sono le più semplici ritmicamente e lasciate per ultima "Chega de saudade".
Data l'importanza del ritmo nella musica brasiliana non abbiate timore di perdere tempo insistendo su un paio di battute che risultino difficili, perché è proprio in questa diversità ritmica che sta uno dei caratteri predominanti della musica brasiliana.
Un discorso a parte merita "Eu sei que vou te amar" in quanto i pattern ritmico apparentemente semplice diventa invece o complesso se abbinato alla voce.

Appunti sulle canzoni Proposte

Insensatez
Una delle composizioni più conosciute di Jobim e V. de Moraes, qui nella versione
originale con l'arrangiamento di Jobim e la voce e la chitarra di Joao Gilberto.
Ispirata al preludio n024 di Chopin, ascoltare per credere, ha riscosso successo
anche come standard jazz ed in questo caso è stata chiamata "How Insensitive" ed
è suonata di norma in tonalità di Rem.

Eclipse
Questa canzone fa parte di una raccolta che Joao Gilberto ha dedicato alle canzoni
messicane.
L'arpeggio è molto semplice ma le sostituzioni armoniche sono come al solito di una
"elegante semplicità".
Ascoltate, tratta dallo stesso disco , "Besame mucho" e se possibile cercate le
armonie originali per poter valutare appieno la freschezza e la lucidità degli
arrangiamenti chitarristici di J. Gilberto.

oamor em paz
Sempre di Jobim, molto apprezzato anche nel jazz per le frequenti modulazioni;
a enzione al finale ed ai segni di ripetizione.

Eu sei gue vou te amar
a versione di Caetano Veloso è interessantissima per il ritmo imposto sulla voce.
e armonie sono semplici e non rivelano particolari sorprese.
Ho riportato le due varianti ritmiche che Caetano esegue ad un certo punto della
canzone perché sono degli ottimi esercizi sulla ritmica, in particolare la seconda con
il cambio in 3/4.

A banda
Tempo di Marcha-Rancho per una delle canzoni più famose di Chico Barque, cantata
anche in Italia da Mina con l'ottima traduzione di S. Bardotti che è stato uno dei più
importanti traduttori di testi brasiliani in Italia.
Il ritmo è simile ad una marcia e per questo di solito incontra il favore anche dei
chitarristi non troppo avvezzi a formule ritmiche complesse.

Garota de Ipanema
La canzone brasiliana più famosa nel mondo, una ragazza che non invecchia mai.
Questa versione è quella originale in Reb, poi Joao la suonerà sempre in Re maggiore.
Studiate con molta attenzione le ritmiche che ho trascritto; si tratta di una vera e
propria guida alle ritmiche moderne brasiliane.

Chega de saudade
Il brano che insieme a Desafinado è il manifesto della Bossa-nova.
Le covers di questa canzone sono innumerevoli soprattutto nel Jazz.
La forma del brano è A B con la prima parte in tonalità di Re minore e la seconda
invece in Re maggiore come accade spessissimo nello Choro.
Colgo l'occasione per sottolineare che spesso in queste composizioni la novità sta nel
contenuto lirico, nelle parole, così è per questo brano già dal titolo "Basta con la
saudade".

 

Prezzo: €19,99
€19,99

SABICAS, José Fuente, Volumen 1 TEMAS DE CONCIERTO ESTUDIO DE ESTILO CD CHITARRA TABLATURE

SABICAS, José Fuente, Volumen 1 TEMAS DE CONCIERTO ESTUDIO DE ESTILO CD CHITARRA TABLATURE

 

Sumario:

Clavel sevillano (Campanilleros)
Capricho andaluz
Nostalgia (Castellana)
Mosaíco flamenco (Colombiana)
Fantasia inca
Homenaje a Carmen Amaya (Garrotín)
Danza de las Marianas (Marianas)
La castañuela (Tanguillo)
Motivos arabes (Zambra)
Zapateado en Re (Zapateado)
 

SABICAS era nato a Pamplona nel 1912.

EL ESTILO DE SABICAS

Desde un punto de vista formal, las composiciones de Sabicas no distan mucho de las normas establecidas por Ramón Montoya en sus primeras grabaciones solistas de los años 1920 - 1930 : falsetas reunidas en secuencias coherentes, cuyo orden puede varíar según la interpretación, en una dinámica de conjunto creciente. La particularidad de este guitarrista consiste en haber aplicado esta estructura a casi todas las formas del repertorio flamenco, incluídas las que no habían sido tocadas (o poco tocadas) en solo antes que él lo hiciera (Sevillanas, Zambra, Garrotín, Colombiana, Farruca, Milonga, Serrana, Zapateado, Mariana ... ). Añadiremos que para cada una de estas formas, Sabicas compuso muchas más falsetas que otros guitarristas contemporáneos de él. Adaptó también para unas piezas de concierto, un gran número de canciones folklóricas, por lo general, bajo la forma de tema y variaciones: las más famosas son los Villancicos, la «Fantasia militar» y sobre todo "El sitio de Zaragoza» (pero se podría encontrar otros ejemplos interesantes sobre todo en el disco "The art of the guitar», LP Everest 3395, 1976). Sabicas fue el primer guitarrista en respetar minuciosamente el compás en solo como para el acompañamiento (quizás se puede sospechar una influencia de Manolo de Huelva en él). Dicho rigor rítmico (y a menudo, metronómico) llama particularmente la atención si comparamos sus Alegrías, Fandangos y Soleares, a los de los guitarristas que le precedieron.
Para poder abarcar toda la variedad y todo el arte de este compositor, nos pareció imprescindible publicar dos volúmenes dentro de nuestra colección. El primero (<<10temas de concierto») enfoca especialmente unos toques inspirados en el folklore ibérico o en unas formas marginales del repertorio flamenco. El segundo (<< 10 temas flamencos») abarca los palos fundamentales como las Alegrías, las Bulerías, los Fandangos, las Siguiriyas, las Soleares ...
Sabicas, a la hora de elegir los modos y tonalidades, queda resueltamente tradicional, no se aparta casi, de los usos establecidos por Ramón Montoya. Es de notar sin embargo el uso de la afinación de la sexta cuerda en Re :

Para sus composiciones en Re Mayor y Re menor: Guajira y Zapateado (pero Estebán de Sanlúcar y Pepe Martinez los tocaban también así).

De forma más original, para una Siguiriya en modo flamenco de Re.
Añadiremos que Sabicas suele valerse de varios modos o tonalidades para varíar las composiciones en una misma forma:

Alegrías en todas las tonalidades tocadas en la época: Do, Mi, Sol y La, Mayores e minores.

Fandangos "por arriba» y "por medio».

Farrucas en La y Mi menores.

Guajiras en Re y La, Mayores y menores.

Tientos "por arriba» y "por medio».

Se escribió mucho sobre el virtuosismo de Sabicas. Pero, más que en la velocidad de su toque (Ramón Montoya, Miguel Borrull o Luis Molina, le hacían ya competencia en este terreno) insistiremos en la ewtrema precisión del ataque y sobre todo en el control
riguroso de la sonoridad, inmediatamente identificable: equilibrio de los registros, potencia y nitidez. Sin verdaderamente innovar, perfeccionó notablemente algunas técnicas:
1)Para la mano derecha:
2)
3)• El trémolo con cambio de nota melódica dentro de cada mecanismo (Alegrías, Farruca, Malagueña, Granaína, Taranta ... ).
• Alzapúa : Sabicas prefiere, mejor que la técnica antigua (P / i / P), la ida y vuelta del pulgar y la utiliza mucho en las Bulerías, los Fandangos, las Soleares y las Soleares por Bulería.
2) Para la mano izquierda:
• Las armónicas artificiales.
• El cromatismo : la influencia de Luis Molina nos parece evidente. Igual que él, Sabicas se vale de unas escalas crómaticas en picado, en casi todos sus toques en solo. Pero aplica también el cromatismo a la técnica apoyada de pulgar, sobre todo en los remates.
• Las inversiones de acordes sin cejilla en todo el mástil con cuerdas al aire (Niño Ricardo estaba investigando en lo mismo en esa época).
Pero Sabicas fue sobre todo innovador en la composición de las falsetas:
1) Desde un punto de vista rítmico:
• Rompiendo definitivamente con los movimientos melódicos tradicionales basados en unos fraseos uniformes. Sabicas varía sistemáticamente la división del tiempo, alternando corcheas, tresillos de corcheas, semicorcheas ... El dinamismo rítmico conseguido se halla muchas veces acentuado por unas síncopas, francas o derivadas de los ligados, y por el uso rítmico de unos silencios repentinos.

Prezzo: €21,99
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NINO RICARDO, ESTUDIO DE ESTILO José Fuente CD TABLATURE CHITARRA

NINO RICARDO, ESTUDIO DE ESTILO José Fuente CD TABLATURE CHITARRA

Fuente, José - NINO RICARDO

Nuestro libro les brinda diez composiciones más emblemáticas del genio de Niño Ricardo trascritas íntegramente. El CD presenta las grabaciones originales, desde su primer disco de 78 revoluciones («Espeleta» - 1943) hasta su última sesión de solista («Llora la Caña» - 1965).

10 PEZZI COMPLETI

Sumario:

Alegrías en La
Alegrías en Mi
Bulerías
Caña/Soleá
Fandangos
Granaína
Serrana
Soleá I Fandango por Bulería
Soleá por Bulería
Farruca I Colombiana I Alegrías I Colombiana
 

 

repetición de un acorde

ESTRUCTURA DE LOS PALOS

fin de compás
: división de un compás (en las Siguiriyas y en las Bulerías). En este caso, los guiones valen por barras de medida para los diesis,
bemoles y becuadros.
lIam: llamada
rem : remate

NIÑO RICARDO
Manuel Serrapí Sánchez "Niño Ricardo» (1904 - 1972) fue hasta los años 1970 para los guitarristas flamencos la mayor referencia.
Lo fue para Victor Monge "Serranito», Manolo Sanlúcar y Paco de Lucía pero también para Eduardo de la Malena, Felix de Utrera, Ramón de Algeciras, José María Pardo ... Puede por tanto considerarse como el gran impulsor de la guitarra flamenca moderna.
Dicho puesto privilegiado se lo debe a su genio de compositor, pero también a unas circunstancias históricas particulares: entre los años 1930 y 1950, algunos grandes artistas contemporáneos de Niño Ricardo habían emigrado a América (Estebán de Sanlúcar, Sabicas y Mario Escudero) o a Gran Bretaña (Pepe Martinez) y los que se quedaron en España eligieron en su mayor parte llevar una carrera "clandestina» en algunos calmaos o en reuniones privadas (Javier Malina, Manolo de Huelva, Perico el del Lunar, y, aunque en menor medida, Luis Maravilla y Manolo y Pepe de Badajoz). Cabe también recordar que las grabaciones de Ramón Montoya resultaron poco acequibles en España durante mucho tiempo.
Al contrario de ellos, Niño Ricardo, nunca se negó a tocar en unos espectáculos para el gran público. Participó en un sinfín de giras de "ópera flamenca» desde 1926 con la Niña de los Peines, Cojo de Málaga, Manuel Centeno ... hasta los años 1960 con Antonio Malina. Entre tanto había colaborado en los espectáculos de Lola Flores, Concha Piquer «Las calles de Cádiz»), con la "Compañía de canciones y bailes españoles» de Mari Paz. Y sobre todo con Juanito Valderrama. Niño Ricardo fue entonces un artista polifacético, capaz de componer unos temas exitosos para este tipo de espectáculos ("Mi primera comunión», "El lerele" ... y el famoso "El emigrante»), y de acompañar a los grandes cantaores más clásicos tales como la Niña de los Peines, Tomás Pavón,
Pepe Pinto, José Cepero, Manuel Vallejo, Manolo Caracol, Juan Talega, Roque Montoya "Jarrita», Antonio Mairena, Manuel Mairena, El Chocolate ...

Entonces, no es de extrañar que la discografía de Niño Ricardo como guitarrista acompañante sea una de las más copiosa en la historia del flamenco. Iniciada en 1927 con una serie de grabaciones con la Niña de los Peines (Regal) cubre casi medio siglo, con una última sesión con Manolo Caracol editada en 1972, el año en que falleció ("Manolo Caracol: cante grande» - LP RCA Victor LSP 10464). Además de los cantaores ya mencionados encontraremos también, entre otros, Niño de Gloria, Pepe Marchena, Manuel Vega "el Carbonerillo», Pena hijo, El Sevillano, José Palanca, Juan Varea, Pericón de Cádiz, Porrina de Badajoz, Curro de Utrera, Jesús el Chozas, Rerre de los Palacios, Pepe Gullena, Manolo Leiva ... Es de notar también que los jóvenes cantaores de los años 1960, solicitaron mucho a Niño Ricardo, quien representaba para ellos un sello indiscutible. Lo hicieron Juan Peña "el Lebrijano" (Columbia, 1965, 1966 Y 1968· este último disco titulado "De Sevilla a Cádiz», Lp C 7002, en duo con Paco de Lucía), Curro Malena (Lp Columbia C 7041 - 1969) Y Enrique Morente «<Cantes antiguos del flamenco», Lp Hispavox HH 10-355 – 1969). Con diez años Niño Ricardo trabajaba ya como carbonero (de ahí su primer apodo «Manolo el Carbonero») pero lo dejó para trabajar en un taller de ebanistería de barnizador. Aprendió al mismo tiempo a tocar la guitarra por sí mismo y consiguió muy pronto sus primeros contratos profesionales: a partir de 1917 según sus propias declaraciones, trabaja en el "Café Novedades" de Sevilla. Ahí aprendería el oficio "sobre la marcha» inspirándose en los grandes profesionales con los que se codeaba en Novedades y en otros cafés cantantes de Sevilla, en el ambiente de los calmaos de la Alameda de Hércules, punto de encuentro de los flamencos sevillanos: José Triano "el Ecijano», Javier Malina (1868 - 1956), Currito el de la Jeroma (1900 -1930) Y sobre todo, Antonio Moreno (1890 - 1937). Acompañando al baile en los cuadros flamencos, y (aunque menos) al cante, el joven Ricardo va adquiriendo experiencia.

De ahi su gusto por los toques acompasados y por las tecnicas esencialmente flamencas (rasgueados, tecnicas de pulgar o alternancia pulgar/indice (vease abajo). Solo mas tarde introducira en su toque, las tecnicas c1asicas desarrolladas por la "escuela de adrid» (Ramon Montoya, Miguel Borrull, Luis Molina) influenciado por la grabaciones de Molina y Montoya. Nino Ricardo sera entonces, uno de los fundadores de la escuela andaluza, mas centrada en el toque a com pas y "a cuerda pela» (toque monodico) al ue aportara su sello irrepetible. No nos extrana, por tanto, que Nino Ricardo haya sido el unico guitarrista famoso de la epoca en . teresarse en el toque de Diego del Gastor, con el cual establecio una "correspondencia» musical duradera : Paco del Gastor, sabri no de Diego haciendo de "cartero» entre Moron y Sevilla, aprendiendose una nueva falseta del uno, para tocarsela al otro ...
Y sin duda, por eso, Nino Ricardo puede considerarse, junto con Manolo de Huelva (1892 - 1976), como uno de los creadores de la uleria moderna. Dicha forma se estaba elaborando en aquella epoca, y se hallaba poco individualizada : Ramon Montoya solia 'ocarla como una suerte de Alegria 0 de Solea rapid a, y Luis Molina y Miguel Borrull solian conformar su acompanamiento a unas secuencias de medios compases binarios en seis tiempos. La tradicion (y sobre todo Pepe de la Matrona) suele atribuir la codificacion la forma Buleria, tal como la conocemos ahora, a Javier Molina. Esta afirmacion no se puede averiguar puesto que tenemos pocas aciones de Javier Molina (cuatro cantes con Manuel Torres: dos Soleares y dos Siguiriyas) aunque se puede considerar como osimil si consideramos el toque de sus alumnos y en particular el de los hermanos "Morao».

Ricardo y Manolo de Huelva trabajaron much os anos en Novedades con Javier Molina, y aunque Manolo de Huelva era mayor e Nino Ricardo, al empezar a actuar como concertista c1asico, 10 mas probable es que aprendio su oficio de tocaor flamenco al o tiempo que el en el Novedades. De hecho las primeras grabaciones por Buleria de ambos guitarristas son contemparaneas y comparables : principios de los anos 1930, para unos "cuples por Buleria» de Canalejas de Puerto Real y Manuel Vallejo 010 de Huelva) y de la Nina de los Peines y Manuel Vallejo (Nino Ricardo). En ambos casos tenemos la misma manera e lir» el cicio melrico, como empezando en el tiempo 12 (y no en el 1) de la Solea y la misma allernancia caracleris 'ca ariolbinario (6/8 I 3/4) a partir delliempo 12. Las falselas lambien son equiparables : por 10 esencial, conslan de unos rasgos e do. Senalaremos sin embargo, una diferencia de eslilo. Para Manolo de Huelva los rasgos en picado quedan en su mayoria unos de escalas conjunlas, mienlras que Nino Ricardo liene lendencia a parafrasear, en sus falsetas, unos exlraclos de melodias e «cuples» que se van a canlar (Ia melodia ante lodo para Nino Ricardo). Es de anadir que ambos artislas luvieron el mismo papel elaboracion de la otra forma que se eslaba desarrollando en la epoca, la de los Fandangos de Huelva.

ESTILO DE NINO RICARDO
grabaciones en solo de Nino Ricardo y Ramon Montoya tienen dos punlos en comun : ambos empezaron a grabar larde (ea . enla anos para Ricardo: la primera sesion con fecha probada es de 1943 para Columbia - las primeras versiones de la Zeria arabesca» y de las Alegrias "Espelela») ; ambos han grabado su obra maestra en Paris (en 1955 para Nino Ricardo e Chant du Monde).
embargo la comparacion de dichas discografias mueslra a las c1aras las diferencias de estilo entre las escuelas de Madrid y de andalucia a las que aludiamos, tanlo en las formas como en los modos privilegiados par ambos guitarrislas :
Las formas favoritas de Nino Ricardo son, sin lugar a dudas las que estriban en unos ciclos de doce tiempos, sobre todo Alegrias y Bulerias. Grabo nueve Alegrfas (en Sol, Mi y La) y seis Bulerias (dos en duo con Melchor de Marchena y una con Sabicas). La comparacion con Montoya es considerable: una Alegria (nos resulta dificil anadir las dos versiones de "La Rosa» ya que el compas de alegrias es demasiado fluctuanle : se trata, mas bien, de unos toques de concierto sin compas de referencia) y una Buleria (aunque la primera parte es, de hecho, una Solea por Buleria). Ricardo nos deja siete versiones de la Solea (contando "Lloora la cana»). Y si grabo solo dos veces la Siguiriya, sus falsetas han servido de ejemplo para todos los guitarristas posleriores.

Por outra parte, Nino Ricardo compuso unos toques de concierto que no corresponden a las formas del repertorio del cante como «gitaneria arabesca» (Ia primera Zambra para guilarra solisla), «Recuerdo a Sevilla» (subtitulado «Serenata», en el mismo compas de zambra) y "Temas farrucos» sublilulado de manera acertada «polpurri flamenco» (empieza con la Farruca luego sigue con su Creacion «Asturiana» para la Nina de los Peines, sigue con las Alegrias y concluye par Colombiana). Estos Ires toques de concierto se pueden vincular con las tres versiones de la Farruca "Almoradi» (subtitulada «Fantasia») y con una version de los Campanilleros.
No haòlamos nada parecido en la obra de Montoya, con la excepcion de una composicion litulada «Alborada» (y posiblemente, las dos «Rosas»).

Nino Ricardo es ante lodo un gran melodista. No ha sido novador, como 10fue Monloya, en 10modal y 10armonico. La mayor parte de sus composiciones eslriban en los modos tradicionales "por arriba», «por medio» y "por Granaina» (y claro eSla, en las tonalidades mayores y menares usuales para las Alegrias, las Bulerias, la Farruca. los Campanilleros y el Zapateado).
 

Prezzo: €21,99
€21,99

LA STRADA BATTUTA METAL più grandi batteristi Rich Lackowski CD TABLATURE Bill Ward LIBRO

LA STRADA BATTUTA METAL, LA GUIDA AI MITI DELLA BATTERIA E AGLI STILI MUSICALI MODERNI. RICH LACKOWSKI CD TABLATURE.

LIBRO DI MUSICA HARD ROCK / METAL, METODO IN ITALIANO PER BATTERIA, CON CD.
SPARTITI.

Titolo La Strada Battuta Metal - I più grandi batteristi metal - Autore Rich Lackowski  

IN ITALIANO

Un libro che si immerge nel metal dal punto di vista di un batterista esplorando le sue radici, attraverso l'esame di una dozzina di grandi batteristi che hanno avuto un forte impatto nel genere. Per conoscere la strumentazione da loro usata, i licks e gli assolo che li hanno resi famosi. Un meraviglioso viaggio con Chris Adler LAMB OF GOD, Charlie Benante ANTHRAX, Dave Lombardo SLAYER, Jason Bittner SHADOWS FALL, Clive Burr IRON MAIDEN, Tomas Haake MESHUGGAH, Joey Jordison SLIPKNOT, Nicko McBrain IRON MAIDEN, Vinnie Paul PANTERA, Lars Ulrich METALLICA, Bill Ward BLACK SABBATH, Derek Roddy HATE ETERNAL, NILE.

 

LA STRADA BATTUTA METAL LA GUIDA AI MITI DELLA BATTERIA E AGLI STILI MUSICALI MODERNI. RICH LACKOWSKI CD TAB.

Titolo La Strada Battuta Metal - I più grandi batteristi metal
Autore: Rich Lackowski 

Ringraziamenti
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a realizzare questo libro. Ho apprezzato
sinceramente il vostro aiuto e ogni singolo contributo, anche se piccolo. Senza il vostro
incoraggiamento e il vostro supporto, questo libro non sarebbe stato possibile.
Dedico questo libro ai miei genitori, Bob e Mary Jean, che mi hanno aiutato a fare i primi
passi sulla strada della batteria. Qualsiasi interesse mostrassi nel suonarla, eravate sempre
lì per aiutarmi. Quando avevo bisogno di un'insegnante, mi avete portato dal migliore che
ci fosse. E quando mi serviva un po' d'incoraggiamento, mi avete supportato in ogni fase
del cammino. Grazie per la vostra pazienza, quando durante i primi anni mi ascoltavate
armeggiare con la batteria in mezzo a furiosi fills e ritmi ripetitivi che suonavo miliardi
di volte, con le mie limitazioni, quando non avevo un seppur minimo concetto di cosa
fosse il groove. Mi avete aiutato a far fiorire ciò che è divenuta la passione di una vita e vi
ringrazio dal profondo del cuore per avermi dato questa opportunità.
Dedico questo libro anche alle mie sorelle, Janet e Chris, e ai miei cognati, Sam e Scott,
che mi hanno incoraggiato a scrivere alla mia maniera, non importa quanto alle volte
potesse essere difficile, all'amore della mia vita, Nikki O'Neil, una fonte costante di amore
e il sostegno, donna sorprendente che non ha mai smesso di credere in me e nel mio
talento.
Un ringraziamento ai miei amici e a tutti coloro con cui ho avuto il privilegio di fare
musica, tra cui Nikki O'Neil, Josh Cutsinger, Harold Branch, Jon Sfondilis, Matt Hannon,
Chris Moseman, Matt Lapperre, Tish Ciravolo, Ron Manus, Jedd Scher, Cale Reese, Mark
Ruppe, Paul Stabler, Todd Janko e così tanti altri che si sono imbarcati con me in svariati
viaggi musicali. Ed un ringraziamento a tutti i batteristi menzionati in questo libro, e ad
innumerevoli altri che mi hanno spinto a prendere le bacchette e a suonare il più grande
strumento del mondo.
Un ringraziamento moltospecialeva a Ron Manus, un caroamicoemaestrodi divertimento,
John O' Reilly, Link Harnsberger, Holly Fraser, Mark Burgess, Kate Westin, Ted Engelbart,
Ashleigh Richmond, Glyn Dryhurst, Dave Black, Gwen Baley-Harbour, Antonio Ferranti,
Mike Finkelstein, Vincenzo Martino, Kenneth Korbel, Elisa Palladino, Penny Eaton, Pam
Hendricks, Daniel Frohnen, Ann Mirando, Samantha Ordonez, Jessica Murillo, e l'intero
team da Alfred; Bob Gatzen, Jason Bittner, Derek Roddy, Jason Horsler, Steve Armstrong
della Pearl; Paul Spechi della Tama; tutti i bravi ragazzi della rivista Modern Drummer e i
lettori di DRUM!, che hanno votato per On the Beaten Path: The Drummer's Guide to Musical
5tyles and the Legends Who Defined Them, come Libro Didattico n° 1 nella classifica dei
lettori del 2008; e a Dean Turner, il mio primo insegnante di batteria, che mi ha guidato
nei miei primi passi sulla strada battuta. Vi ringrazio tutti dal profondo del mio cuore. Rick Lackowski

La strada
Ricordo la prima volta che ho ascoltato il famoso pattern di doppia cassache LarsUlrich suona in "One': dei Metallica. Mi trovavo in casa del mio migliore amico, profondamente coinvolto a quei tempi dalla musica di Van Halen, Led Zeppelin e Rush,ma nel momento che mi sentii investito da quei colpi di cassa, provai un livello nuovo di stato paradisiaco e scoprii un modo totalmente nuovo di suonare la batteria. Grazie al sostegno incredibile dei miei genitori, fui abbastanza fortunato nel riuscire ad accaparrarmi uno dei migliori insegnanti di batteria in città. Quelle lezioni fornirono un'importante e organizzato metodo di apprendimento dello strumento, mentre io pendevo letteralmente dalle labbra del mio maestro, imparando tutto ciò che potevo nei molti anni di lezioni che seguirono. Ma l'esperienza, non appresa dai libri e forse reale, avveniva quando tornavo a casa e, messo da parte quei libri, afferravo le cuffie per suonare insieme ai miei eroi del metal drumming.
Non ci volle molto a me ed ai miei amici più cari che vivevano nei dintorni, anche loro impegnati nello studio della batteria, a mettere insieme un "monster drumset" che cominciò ad avvicinarsi all'arsenale sonoro di cui avevamo bisogno per imitare i batteristi che all'epoca ascoltavamo. Avremmo colto ogni occasione per metterci alla batteria e suonare sulle tracce di quelle divinità del drumming. Questo andò avanti per anni.
Un disco alla volta, e spesso completamente per fortuna, sono arrivato a conoscere gruppo dopo gruppo, ognuno con un batterista fonte di incredibile ispirazione, che intrecciava nuovi edificanti grooves e assolo, tenendomi inchiodato allo strumento al fine di poter almeno imitare alla mia maniera le parti più interessanti. Mi ricordo, ogni volta che facevo queste scoperte musicali, che pensavo a quanto fossi fortunato ad imbattermi in drumming così eccitanti. E questo mi faceva pensare a quanto altro mi stavo perdendo là fuori.
Questo libro cerca di strutturare ed accelerare il processo di scoperta ed apprendimento dalle leggende del metal drumming, fornendo una strada maestra nel percorso o,sevogliamo, nello stile metal, contrassegnato da fondamentali pietre miliari, ovvero i batteristi, lungo la sua storia. Spero possa accelerare il processo di esplorazione cosicché sia possibile dedicare più tempo all'ascolto e all'apprendimento e, quindi, meno tempo chiedendosi dove trovare nuovi indizi e guide nel genere meta!
Due dei più grandi doni nella nostra comunità di batteristi sono la fonte sempre in crescita di musicisti ispirati che immettono innovazioni nel nostro lavoro e la continua ricerca tra le leggende che hanno formato la nostra storia collettiva nella batteria. Non è possibile nello spazio di un solo libro trattare ogni musicista che ha dato un importante contributo al metal drumming, perciò, se vedete mancare all'appello qualcuno dei vostri batteristi favoriti, sappiate che lo stesso vale per me e che ho in progetto di trattarli in pubblicazioni successive.Ma ciò che troverete nelle seguenti pagine è una vitale esplorazione di una dozzina di batteristi leggendari, analizzati in dettaglio, completa con lezioni che vi insegneranno come suonare i loro grooves e assolo più caratteristici. Perciò, pronti a girare la pagina e a cominciare il vostro viaggio sulla strada battuta!
Un'ultima cosa: apprestandovi a leggere questo libro, sappiate che è impossibile emulare perfettamente un altro batterista. I batteristi in questo libro sono stati scelti perché ognuno di loro è un artista leggendario con un dono unico. Il loro modo di suonare é in costante evoluzione, alimentato da quanto hanno sofferto, da ciò che hanno visto e sentito e dalle esperienze che hanno vissuto. Più che imparare un po' di trucchi di un batterista, cercate realmente di assorbire il quadro più grande di quello che sta accadendo. Ascoltate i ritmi nel loro contesto originale. Uscite e comprate le canzoni, se ancora non le avete, e sentite come questi maestri suonano, mentre ascoltate cosa stanno suonando. Interiorizzando le loro "cose': le unirete al vostro unico bagaglio e lo userete per sviluppare il vostro stile individuale. Quando suonate, poi, siate sinceri e fate promessa di connettervi con tutto ciò che avete imparato dai maestri della batteria, di filtrarlo attraverso la vostra esperienza personale e di suonare con una voce che è unicamente vostra.

INDICE

Ringraziamenti .

La Strada
Notazione Musicale .
I Maestri della Batteria Metal .

Tomas Haake (Meshuggah) .
"Pravus" da oblen (2008) .
"Future Breed Machine" da Destroy frase Improve (1995) .
"Bleed" da oblen (2008) .

Jason Bittner (Shadows Fall) .
"This Is My Own" da Fallout from the War (2006) .
"Inspiration on Demand" da The War Within (2004) .
'The Light That Blinds" da The War Within (2004) .

Chris Adler (Lamb of God)
"Black Label" da New American Gospel (2000) .
"Walk with Me in Hell"da Sacrament (2006) .
"Ruin" da As the Palaces Burn (2003) .

Joey Jordison (Slipknot) .
"Wait and Bleed" da Slipknot (1999) .
"The Blister Exists" da VoI.3 (The Subliminal Verses)(2004) .
"Psychosocial" da All Hope Is Gone (2008) .

Derek Roddy (Hate Eternai, Nile)
"Powers That Be” da King of All Kings degli Hate Eternai (2002) .
"Defiling the Gates of Ishtar" da Black Seeds of Vengeance dei Nile (2000) '
"Multitude of Foes"da Black Seeds of Vengeance dei Nile (2000) .

Vinnie Paul (Pantera) :
"Revolution Is My Name” da Reinventing the Steel (2000)
"Walk" da Vulgar Display of Power (1992) .
"Becoming" da Far Beyond Driven (1994) .

Charlie Benante (Anthrax)
"Indians” da Among the Living (1987) I
"A.I.R.” da Spreading the Disease (1985) .
'Taught in a Mosh" da Among the Living (1987) .

Dave Lombardo (Slayer) ,
"Chemical Warfare" da Haunting the Chapel (1984) .
"War Ensemble" da Seasons in the Abyss (1990) .
"Angel of Death" da Reign in Blood (1986) .

Lars Ulrich (Metallica) .
"Enter Sandman" da Metallica, a.k.a. The Black Album (1991) .
"One" da And Justice For All (1988) .
"Motorbreath" da KiII 'Em All (1983) .

Niko McBrian (lron Maiden) .
"2 Minutes to Midnight" da Powerslave (1984) .
"Where Eagles Dare" da Piece of Mind (1983) .
"Where Eagles Dare" da Piece of Mind (1983) .

Clive Burr (lron Maiden) ,
"Run to the Hills" da The Number of the Beast (1982) .
"Wratchild" da Killers (1981) .
"Gangland" da The Number of the Beast (1982) .

Bill Ward (Black Sabbath)
"Iron Man" da Paranoid (1970) .
"Black Sabbath" da Black Sabbath (1970) .
"War Pigs" da Paranoid (1970) .

Metallografia: Altri Batteristi e Dischi
Metal Da Conoscere .
Gli esempi audio contenuti nel CD sono suonati da Rich Lackowski.
 

Prezzo: €27,49
€27,49

CHITARRA ACUSTICA BLUES LIVELLO BASE LIBRO CD TABLATURE Lezioni tecniche chitarra

Chitarra Acustica Blues 

LIBRO DI MUSICA PER CHITARRA CON CD E TABLATURE.

Il Metodo completo per la chitarra acustica blues. - Livello Base. Autore Lou M. CD TABLATURE

 

IL METODO PER CHITARRA ACUSTICA BLUES DEL ''NATIONAL GUITAR WORKSHOP''

Un libro didattico completo destinato al chitarrista blues interessato ad un serio studio dello strumento, da una delle più importanti scuole americane di musica contemporanea.
Incluso un CD audio contenente esempi e basi per suonare.

COMPRENDE:
- Numerosi esempi pronti da suonare, notati in partitura e intavolatura.
- Diagrammi degli accordi di facile lettura
- Lezioni sulle tecniche della chitarra Blues
- Spiegazioni di facile comprensione della teoria musicale

IL METODO COMPLETO PER LA CHITARRA ACUSTICA BLUES
LIVELLO BASE, LOU

Perfetto per i chitarristi acustici Blues alle
prime armi, e per chi vuole ampliare le proprie
conoscenze. Lou Manzi, autore del libro di
grande successo ''Beginning Fingerstyle guitar','
ha realizzato un metodo didattico curato
minuziosamente, destinato specificamente ai
chitarristi acustici. Questo libro rende facile
e piacevole lo studio delle fondamenta della
chitarra blues. Comprende sezioni dedicate alla
teoria musicale, agli accordi, alle tecniche della
mano sinistra, ai patten di chitarra ritmica, e
lezioni sull'improvvisazione nel blues. Studenti,
Insegnanti e autodidatti ameranno allo stesso
modo questo metodo accurato e di semplice utilizzo.
 

Traduzione italiana - Un nuovo libro della già nota collana National Guitar Workshop. Perfetto per i chitarristi acustici blues alle prime armi, e per chi vuole ampliare le proprie conoscenze. Un metodo didattico curato minuziosamente, che rende facile e piacevole lo studio delle fondamenta della chitarra blues. Comprende sezioni dedicate alla teoria musicale, agli accordi (con diagrammi di facile lettura), alle tecniche della mano sinistra, ai pattern di chitarra ritmica, e lezioni sull'improvvisazione nel blues. Studenti, insegnanti e autodidatti ameranno allo stesso modo questo metodo accurato e di semplice utilizzo.

 

INFORMAZIONI SU QUESTO LIBRO

Hai fatto una grande scelta nel decidere di imparare a suonare il blues - e quale strumento 
migliore per cimentarsi con esso della chitarra acustica, che è stata l’amata e fedele compagna dei 
musicisti blues sin dagli albori di questo stile musicale? Se sei un principiante assoluto, troverai i 
primi passi che ti proporrà questo libro semplici e divertenti. Si offre molto anche al musicista 
con più esperienza. In ogni caso, stai sicuro che troverai nel blues uno stile ricco e appagante.
Con un po’ di esercizio, ti riuscirà facile padroneggiare la maggior parte degli esempi musicali 
proposti in questo libro. La musica sul CD probabilmente ti suonerà familiare; molti grandi 
artisti blues impiegano le tecniche illustrate nel libro. Poniti l’obiettivo di imparare tutta la musica 
proposta in ciascun capitolo, e sarai sulla buona strada per diventare un vero chitarrista blues.
Non è necessario che tu affronti questo libro seguendo strettamente l’ordine delle pagine. 
Potresti trovare più divertente saltare qua e là. Esegui dapprima gli esempi più semplici e, non 
appena ti senti più sicuro, inizia a lavorare su materiale di maggior difficoltà. Un’altra opzione 
è quella di ascoltare il CD e di dedicarti innanzitutto agli esempi o alle canzoni che preferisci. 
Assicurati, in ogni caso, di studiare la teoria musicale proposta; ti renderà un musicista migliore.
Il blues ha influenzato profondamente rock, jazz, country, R&B e sostanzialmente ogni altro 
genere di musica moderna. Come musicista blues, avrai confidenza con molti elementi che è 
possibile rinvenire in questi altri stili, e disporrai quindi di un’ottima base di partenza per studiare 
qualsiasi genere di musica moderna.
Il blues è come un pozzo. Puoi prendere un po’ di acqua dalla superficie ed ottenere una 
bevanda rinfrescante. Ciò potrebbe essere paragonato a una persona che fa i primi passi musicali, 
imparando alcune canzoni. Ma il pozzo è profondo, e c’è ottima acqua a tutti i livelli, sino al 
fondo. Puoi suonare il blues per anni e continuare a imparare e ad abbeverarti a questo pozzo. 
La tua padronanza del materiale proposto in questo libro è solamente il primo sorso. Divertiti!
Questo libro contiene un CD. Utilizzarlo ti aiuterà a rendere lo studio più piacevole 
e le informazioni più ricche di significato. Ascoltare il CD ti permetterà di interpretare correttamente i ritmi e il feel di ciascun esempio. Il simbolo a sinistra appare in 
prossimità di ciascuna canzone o esempio la cui esecuzione è contenuta nel CD. Il 
numero dell’esempio è indicato sopra il simbolo. Il numero della traccia sotto ad ogni 
simbolo corrisponde direttamente alla canzone o esempio che desideri ascoltare. La 
prima traccia ti aiuterà ad accordare lo strumento

 

LA SETTIMA BEMOLLE
In questo contesto utilizziamo il termine “bemolle” per indicare genericamente l’abbassamento
di semitono della settima. Ad esempio, se abbassiamo di un semitono un sol #, otteniamo un sol
naturale. Sol # è il settimo grado della scala di LA maggiore, quindi sol n è considerato la b
7. Di seguito viene proposta una variazione sullo schema precedentemente visto che alterna accordi
“5” e “6”. Se utilizzi il quarto dito della tua mano sinistra per premere la corda un tasto più avanti
rispetto alla collocazione della sesta, ottieni una b 7. Si tratta di una sonorità fondamentale nel blues.
Questo shuffle è basato sulla forma di blues più comune. 

suona il suo originale e dinamico stile di chitarra acustica blues dagli anni settanta. Ha scritto quattro libri dedicati al fingerstyle, tra cui Beginning Fingerstyle Guitar (The National Guitar Workshop/Alfred #14099). Lou ha suonato molto come artista solista e come parte del duo Fletcher & Manzi, con Rob Fletcher. Il loro CD, Horsin’ Around Live, comprende pezzi originali che miscelano blues, jazz e rock.  Appare anche su Remembrance, una compilation dedicata ai veterani americani. Lou è insegnante in diverse scuole del Connecticut, e fa parte del National Guitar Workshop dal 1984. Riconosciuto come valido insegnante di chitarra acustica e di blues, ha tenuto seminari didattici in tutti gli Stati Uniti.

 

 

TAVOLA DEI CONTENUTI

INFORMAZIONI SULL’AUTORE

INFORMAZIONI SU QUESTO LIBRO

 

CAPITOLO 1 - Si parte!

Scegliere le corde.

Le corde a vuoto.

Accordatura .

Le altezze musicali e la tastiera.

La notazione musicale standard.

Leggere l’intavolatura

Leggere i diagrammi delle scale e degli accordi.

Leggere le chart degli accordi .

Postura.

Tecnica della mano destra.

Tecnica della mano sinistra .

 

CAPITOLO 2 – La progressione blues in

12 battute 19

Il blues in 12 battute più semplice.

La progressione blues in 12 battute più semplice .

La forma più semplice di blues in 12 battute, in MI

La forma blues in 12 battute piu’ comune.

La forma blues in 12 battute più comune, in LA .

La forma blues in 12 battute più comune, in MI..

La forma blues in 12 battute più comune, in RE.

La forma blues in 12 battute più comune, in SOL.

 

CAPITOLO 3 – Ritmica e Teoria Blues

Ottavi swing .

Intervalli.

 

CAPITOLO 4 – Blues shuffle 26

Accordi su due corde.

Blues shuffle in LA.

Il blues 5, 6, b

7 in LA .

Blues shuffle in MI .

 

CAPITOLO 5 – Palm muting

Shuffle in palm mute

Palm muting in LA .

 

CAPITOLO 6 – Ancora sulla scala maggiore

 

CAPITOLO 7 – Teoria degli accordi

e armature di chiave

Triadi maggiori e minori .

Triadi diminuite ed eccedenti .

Accordi di settima.

Armonia diatonica.

Armature di chiave.

 

CAPITOLO 8 – Pattern Blues

Boogie Woogie 42

Boogie-woogie in SOL.

Boogie-woogie in MI.

 

CAPITOLO 9 – Accompagnamento blues

in strumming 44

Blues in 12 battute in DO.

Blues in 12/8

Blues con due pennate per battuta in LA.

Strumming in MI .

 

CAPITOLO 10 – Solismo blues

La scala pentatonica minore .

La scala pentatonica maggiore.

La scala blues.

Fraseggio .

 

CAPITOLO 11 – Tecniche della

mano sinistra 55

Legati ascendenti.

Legati discendenti.

Bending.

Slide.

Vibrato..

Combinare le tecniche.

 

CAPITOLO 12 – Altre ritmiche blues e pattern

per la mano destra 62

Blues in SI b

Arpeggi .

Blues arpeggiato.

Lo strumming basato su note da un sedicesimo.

Funky blues in SI

Strumming in levare.

Blues in levare in FA.

 

CAPITOLO 13 – Turnaround

 

CAPITOLO 14 – Blues basati su riff

Blues basato su riff in MI minore.

Riffin’ in FA.

Octave Blues.

Blues funky in sol minore

 

CAPITOLO 15 – Pattern trasponibili

su due corde

Shuffle in SOL

Chuck’s blues

Shuffle in MI

 

CAPITOLO 16 – Accordi con barrè

Blues in LA b

con accordi in barrè .

 

CAPITOLO 17 – Blues in otto battute

Key to the Turnpike.

Too Long Blues.

 

Capitolo 18 – Blues minore

Blues minore in LA

Blues con tre pennate per ogni battuta

Blues per B. B.

 

CAPITOLO 19 - Blues fingerstyle

Blues minore per il reverendo Gary

Blues per Missisipi John

Keep on pickin’

Blues per Lightnin’

Boogie-woogie time

APPENDICE

RIFLESSIONI CONCLUSIVE

 

 

 

 

Prezzo: €20,99
€20,99

SAGRERAS JULIO SALVADOR, LE PRIME LEZIONI DI CHITARRA, NUOVA EDIZIONE CD Gli arpeggi-Le legature

SAGRERAS JULIO SALVADOR, LE PRIME LEZIONI DI CHITARRA, NUOVA EDIZIONE. CD

NUOVA EDIZIONE con 24 duetti originali a cura di Sandro Di Stefano

CONTIENE COMPACT-DISC con le basi orchestrali di tutte le lezioni 
 

Chi studiando la chitarra classica, non ha patito un poco a imparate i pezzi sincopati di questo diffuso metodo sudamericano? 

Julio Salvador Sagreras (1879-1942)  – con le sue famose `Lezioni di chitarra` – ci ha svelato i segreti del percorso musicale che ogni allievo deve compiere per entrare nell’affascinante mondo della chitarra. Questa nuova edizione vuole portare un contributo alla riscoperta di questo metodo (così valido che ancora oggi insegnanti e allievi lo trovano utilissimo e insostituibile), grazie anche all’ausilio di un compact-disc con la registrazione delle basi orchestrali di tutte le lezioni, e di 24 duetti originali composti su altrettante lezioni. Pur rispettando l’impostazione didattica originale, questa nuova versione si presenta modificata nell’ordine delle lezioni. Suddiviso in sette parti, il metodo propone un percorso didattico ancora più efficace, affrontando le prime posizioni con molta chiarezza e procedendo gradualmente verso tecniche chitarristiche più complesse come gli arpeggi, gli accordi, le legature, gli studi, le scale e i 24 duetti finali. Questa nuova disposizione fornisce all’insegnante un formidabile strumento propedeutico dalla duplice valenza didattica: è possibile infatti procedere secondo l’ordine normale delle lezioni, o muoversi all’interno dei singoli capitoli, studiando separatamente le varie tecniche secondo i progressi e le esigenze dell’allievo. Lo stile di tutte le basi musicali è assai vicino alle tendenze musicali nelle quali si identificano i giovani d’oggi. Tali basi stimolano l’allievo nello studio e agevolano l’esecuzione, migliorando quindi l’apprendimento / Il compact-disc, infatti – sostituendo il vecchio metronomo – coinvolge l’allievo nello sviluppo del suo spirito musicale, conferendo consapevolezza armonica e ritmica attraverso varie soluzioni stilistiche d’accompagnamento che favoriscono lo sviluppo dell’orecchio musicale. Infine, ritenendo di estremo valore didattico la musica d’insieme, sono stati appositamente composti 24 duetti su alcune delle stesse lezioni già incontrate durante lo studio, con una ulteriore melodia originale eseguibile da un altro chitarrista o con un altro strumento (flauto, violino, tastiera, etc.). Naturalmente, anche per i duetti è disponibile la base orchestrale registrata sul CD allegato, indicata dal rispettivo numero della lezione. S. Di Stefano

Presentazione

Segni convenzionali e indicazioni

PARTE PRIMA - Le prime posizioni

PARTE SECONDA - Gli arpeggi

PARTE TERZA - Gli accordi

PARTE QUARTA - Le legature

PARTE QUINTA - Gli studi

PARTYE SESTA - Le scale

PARTE SETTIMA - 24 duetti originali

Prezzo: €22,99
€22,99

MORRICONE ENNIO FOR GUITAR Marchione LIBRO CD TABLATURE BUONO BRUTTO CATTIVO-Gabriel's oboe

MORRICONE ENNIO, FOR GUITAR. Carlo Marchione. SHEET MUSIC BOOK with CD & GUITAR TABLATURE .

LIBRO DI MUSICA CON CD .

SPARTITI PER CHITARRA CON PENTAGRAMMA E TABLATURE.

Arrangiamenti per chitarra a cura di Carlo Marchione
Il volume include i seguenti brani di Ennio Morricone trascritti per chitarra sia in notazione standard che in intavolatura. Gabriel's oboe - Il buono, il brutto e il cattivo - Nuovo cinema paradiso - Sean sean - Nostromo - A l'aube du 5° jour - Per Elena

Prefazione dell'autore
Il 14 Febbraio di quest'anno (2009) ho potuto coronare un sogno: aprire nell'Arena di Belgrado (in presenza di 12.000 ascoltatori) un fantastico concerto del Maestro Morricone, eseguendo i suoi 4 pezzi originali per chitarra composti nel lontano 1957 e dedicati al Maestro Mario Gangi (che é anche stato il mio indimenticabile Professore al Conservatorio di Santa Cecilia negli anni '80). Quel giorno ho potuto chiudere un cerchio che avevo cominciato a disegnare nel 1999, anno in cui una nota casa editrice mi aveva richiesto di arrangiare in forma di concerto 12 temi del Maestro Morricone. Gli ultimi 10 anni ho quindi vissuto un intenso rapporto con la musica di questo grande compositore (come avrete letto all'inizio, non solo con quella conosciutissima scritta per il cinema). E se é senz'altro vero che nei miei concerti i bellissimi temi del Maestro hanno lasciato un ricordo indelebile sugli ascoltatori di tutte le fasce di età e cultura, é anche vero che negli ultimi 10 anni mi sono dovuto difendere da migliaia di mails di colleghi e di gente che aveva ascoltato un mio concerto (o registrazioni Internet) in cui mi veniva chiesto dove si potevano ottenere gli arrangiamenti di 'Cinema Paradiso', 'II Buono, il Brutto e il Cattivo' e di altri temi indimenticabili. Ebbene la Carisch, grazie al disinteressato aiuto di intermediazione del Maestro Roberto Fabbri, ha messo la parola fine a questo stato di cose. Con un coraggio non indifferente e con amore grande almeno quanto il mio per questa musica ha deciso di pubblicare 7 dei 12 brani che originalmente avevo arrangiato (cosa che la casa editrice citata all'inizio non era più stata in grado di fare). A loro va il mio grazie più sentito e sincero. Anche ai miei due studenti Boris e Ozan vorrei far arrivare un grazie di cuore per avere tradotto in PDF i miei manoscritti illeggibili. Ogni errore che troverete nella pubblicazione é solo da ascrivere alla mia calligrafia! A Enea Leone, (quando dici il nome ...), un Oscar alla pazienza per aver prima decifrato e poi messo in musica i miei arrangiamenti, realizzando un disco bellissimo, e per molti aspetti commovente, che troverete allegato allo spartito. E per finire un grazie sentitissimo anche a chi sta leggendo queste due righe, per aver comprato questo spartito e che sia di auspicio per una futura pubblicazione di altra bellissima musica.
Carlo Marchione

ENEA LEONE

Nato a Milano nel 1978, si avvicina allo strumento giovanissimo seguito dal padre. Prosegue

gli studi sotto la guida di Lena Kokkaliari sino al suo ingresso al Conservatorio "G. Verdi" di

Milano con Ruggero Chiesa e Paolo Cherici, diplomandosi nel 1998 con il massimo dei voti.

Qui frequenta inoltre due anni di tirocinio e due anni di corso post-diploma riportando sempre

la massima valutazione.

Si è perfezionato con Emanuele Segre, Alirio Diaz e con Oscar Ghiglia, ottenendo da quest'ultimo

le borse di studio ed i diplomi di merito presso l'Accademia Musicale Chigiana di

Siena (2002- 2003). Nel 2005 ha conseguito il "Solistendiplom" presso la Musik-Akademie

di Basilea sempre con Oscar Ghiglia. Fin dal 1990 ha partecipato a numerosi Concorsi

Nazionali e Internazionali, tra i quali Stresa, Franz Schubert, e nel 2002 il Torneo

Internazionale di Musica TIM, qualificandosi sempre al primo posto. Ha al suo attivo numerosi

concerti in Italia e all'estero (Germania, Francia, Svizzera, Romania) sia come solista che

in formazioni cameristiche (Trio Solista) e orchestra, anche per importanti associazioni musicali

quali i "Pomeriggi Musicali", "Associazione Amici del Conservatorio G. Verdi" e "Amici

del Loggione del Teatro alla Scala". Ha proposto in prima esecuzione assoluta alcune opere,

a lui dedicate, dei compositori Giovanni Allevi e Sergio Luigi Mauri. Dal 2000 è titolare della

Scuola Civica di Musica a Gessate, e dal 2006 ne è anche direttore artistico. Dal 2006 tiene la

Masterclass di chitarra all'interno della manifestazione "La magia del borgo, chitarra e altro .."

a Brisighella (Imola).

Nel 2003 ha inciso un CD per la M.A.P. interamente dedicato ad Astor Piazzolla alternando

brani solistici a brani cameristici. È di recente pubblicazione il nuovo disco "Eleven", distribuito

dalla Nicolosi Production, etichetta che annovera frai suoi artisti Sting, F. Gambale e

Billy Cobham. L'incisione contiene musiche di Morricone trascritte per chitarra sola da C.

Marchione. Enea Leone suona su chitarre Gioachino Giussani.

 

CARLO MARCHIONE

Carlo Marchione è considerato dagli addetti ai lavori e dalla stampa specializzata come uno

dei migliori chitarristi della giovane generazione. La sua formazione professionale, che spazia

dalla musica classica al flamenco, al jazz, gli permette di trovarsi a suo agio tra i più svariati

stili musicali. Vincitore di numerosi Primi Premi in concorsi nazionali ed internazionali

(Ancona 1979/80, Parma 1981, "Mauro Giuliani" 1982, "Ville de Sabié" 1985, Gargnano

1989, "N.Paganini" 1991, "Città di Latina" 1992) nel corso della sua carriera si è esibito (da

solista, con orchestra e in svariate formazioni da camera) per numerosissimi Festival in tutta

Europa (Italia, Spagna, Francia, Olanda, Inghilterra, Repubblica Ceca, Germania, Austria,

Russia, Ucraina, Polonia, Romania, Svezia, Croazia). Nel 1997, in occasione di una tournée

in Russia, è stato invitato ad esibirsi nella prestigiosa Sala Grande dei Conservatorio "P. I.

Ciaikovskij" di Mosca, nonché nella "Sala Glinka" della Filarmonica di San Pietroburgo. Nel

1998 ha tenuto il suo debutto alla Filarmonica di Berlino. Richiestissinio docente, tiene regolarmente

masterclasses presso i più prestigiosi istituti musicali europei e presso i più importanti

Festival europei. Nel 1997, in occasione del 200 anniversario della nascita di Franz

Schubert, ha trascritto e inciso, insieme con il tenore C. RoseI, l'intero ciclo "Die sch6ne

Mullerin". Del suo primo CD da solista (Teleman: 12 Fantasie per violino, Kreuzberg

Records) la stampa specializzata ha scritto semplicemente "This is a disc in an hundred"

(Classical Guitar). Le Fantasie sono pubblicate dalla casa editrice Suvini Zerboni. Nel prossimo

mese è prevista la pubblicazione del sccondo CD solistico (D. Aguado: Tre Rondò

Brillanti e musiche di F. de Fossa). Carlo Marchione insegna attualmente presso la scuola di

Alto Perfezionamento "F. Mendelssohn Bartoldy" in Leipzig (Germania). Carlo Marchione è

professore al Conservatorio Maastricht in Olanda.

 

Ho ascoltato per la prima volta le trascrizioni delle musiche di Ennio Morricone, elaborate da Carlo Marchione, già una decina di anni fa e ne rimasi subito profondamente colpito. Poi, per una serie di motivi, questo lavoro ha potuto vedere la luce solamente dieci anni dopo la sua realizzazione e, particolare insolito, subito dopo che sia il sottoscritto che Carlo abbiamo aperto come solisti il concerto di Ennio Morricone e la Roma Sinfonietta all'Arena di Belgrado il14 Febbraio 2009, tutto ciò ad ulteriore conferma di come il destino segua strade a noi incomprensibili! Come dicevo, la prima volta che ascoltai queste musiche, avevamo organizzato un pranzo "chitarristico" insieme anche ai componenti del quartetto Nexus, noi tutti ex-compagni del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Come avviene in questo genere di riunioni, alla fine del pasto, presa una chitarra, ognuno faceva sentire cosa stava studiando in quel momento. Carlo aveva da poco fatto ascoltare queste trascrizioni, per una supervisione, anche ad Ennio Morricone, che ne era rimasto favorevolmente colpito. Tutto faceva così auspicare una prossima pubblicazione del lavoro con una nota casa editrice. Poi, come purtroppo a volte accade nel nostro lavoro, le cose non si sono concretizzate e la casa editrice ha ritirato la proposta. Carlo però, ha cominciato ad inserire nei suoi concerti sempre una o due di queste trascrizioni, che immancabilmente incontravano il piacere del pubblico e alimentavano, da parte dei chitarristi presenti in sala, la richiesta degli spartiti per poterle suonare. Marchione, sempre generoso, non ha mai negato a nessuno i suoi manoscritti, così piano piano altri chitarristi hanno cominciato a suonarle. Fra questi anche il bravo chitarrista Enea Leone che ha realizzato nel 2007 per la Nicolosi Production il cd: Eleven - Enea Leone plays Ennio Morricone, contenente appunto 11 trascrizioni realizzate da Carlo Marchione. Ora a più di dieci anni dalla nascita di questo splendido progetto che però non ha mai visto la luce, ho chiesto alla casa editrice Carisch di inserire nella collana da me diretta una selezione di quegli undici brani. Ritengo infatti che il lavoro realizzate da Carlo sia di alto spessore musicale, oltre che estremamente chitarristico, le trascrizioni in questione non sono però facilissime. D'altro canto, anche la precedente pubblicazione della stessa collana da me curata, contenente le trascrizioni delle musiche di Giovanni Allevi, non era un libro "entry-Ievel". Il mio intento con questa collana è infatti quello di rivolgermi ad un target chitarristico di livello medio alto. Rivolgendoci con questa pubblicazione così anche ai concertisti, siamo consapevoli di offrire loro un prodotto musicale anche impegnativo, ma di sicura qualità musicale e assoluta riuscita chitarristica, che può essere però una valida alternativa o integrazione dei loro usuali programmi da concerto. L'intavolatura presente ha una funzione più esplicativa che semplificativa, infatti molte volte Marchione ha utilizzato addirittura il doppio pentagramma laddove usarne uno solo avrebbe creato dei problemi di comprensibilità del testo musicale, l'intavolatura viene così in aiuto anche del più smaliziato professionista. Accompagna il libro, come consuetudine della collana, il cd con l'esecuzione di Enea Leone dei sette brani scelti. L'incisione è stata tratta, per gentile concessione della Nicolosi Production, dal cd da loro realizzato nel 2007. Roma 19/02/2009

 

 

Il volume include i seguenti brani di Ennio Morricone trascritti per chitarra sia in notazione standard che in intavolatura:

 

1986 - GABRlEL'S OBOE - musica: Ennio Morricone

1966 - IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO - musica: Ennio Morricone

1988 - NUOVO CINEMA PARADISO - musica: Ennio Morricone, A. Morricone

1971 - SEAN SEAN - musica: Ennio Morricone

1996 - NOSTROMO - musica: Ennio Morricone

1970 - A L'AUBE DU 5° JOUR - musica: Ennio Morricone

1988 - PER ELENA - musica: Ennio Morricone, A. Morricone

Prezzo: €25,99
€25,99

BERKLEE TEORIA MUSICALE EDIZIONE ITALIANA, PAUL SCHMELING. CD

BERKLEE TEORIA MUSICALE EDIZIONE ITALIANA, PAUL SCHMELING. CD 

Arriva l’edizione italiana di uno straordinario metodo di Teoria Musicale della Berklee, scritto da Paul Schmeling, preside emerito del Dipartimento di Pianoforte al Berklee College of Music, grande pianista, interprete, improvvisatore e arrangiatore. La Teoria Musicale Berklee Volume 1 è un metodo essenziale per chiunque voglia suonare meglio, imparare a leggere, scrivere e comprendere gli elementi della musica, e inserirli nelle proprie composizioni e arrangiamenti. Il libro propone una serie di esercizi rigorosi e pratici, che aiutano a esplorare dall’interno il funzionamento della musica, presentando note, scale e ritmi, così come questi si presentano nel pop, nel jazz, nel blues. Un libro per comprendere i concetti fondamentali della teoria musicale, indispensabili per migliorare le proprie capacità di scrittura ed esecuzione musicale, attraverso esercizi scritti, esempi audio ed esercizi di ear training. Il Cd allegato è un ottimo strumento complementare, che facilita l’apprendimento. Nello specifico, dopo aver studiato questo volume, si sarà in grado di: leggere e scrivere la musica, applicare la teoria musicale al pianoforte, costruire scale e intervalli, sviluppare abilità di ear training, scrivere melodie.

 

Indice

Tracce

Introduzione 

Lezione 1. Pulsazione e Metro

Lezione 2. Le note

Lezione 3. Le pause

LEZIONI 1–3, ESERCIZI. RITMO, NOTE E PAUSE

Lezione 4. Ottavi e relative pause

Lezione 5. Unire gli ottavi

Lezione 6. Punti e legature 

LEZIONI 4–6, ESERCIZI. OTTAVI, PUNTI E LEGATURE

Lezione 7. Istruzioni sulla notazione ritmica

Lezione 8. Posizionamento di crome e pause di croma

Lezione 9. Altre indicazioni del tempo . .

LEZIONI 7–9, ESERCIZI. NOTAZIONE E INDICAZIONI DEL TEMPO 

Lezione 10. Notazione dell’altezza 

Lezione 11. La chiave di violino 

Lezione 12. La chiave di basso . 

Lezione 13. Il pentagramma doppio 

Lezione 14. Le alterazioni . .

Lezione 15. Alterazioni in chiave 

Lezione 16. Equivalenti enarmonici 

LEZIONI 10–16, ESERCIZI. IL PENTAGRAMMA, LE ALTERAZIONI

E LE ALTERAZIONI IN CHIAVE

Lezione 17. Toni e semitoni 

Lezione 18. La scala cromatica 

Lezione 19. La scala esatonale 

LEZIONI 17–19, ESERCIZI. SEMITONI E TONI

Lezione 20. La scala maggiore 

Lezione 21. I gradi della scala 

Lezione 22. Scale maggiori con diesis

Lezione 23. Scale maggiori con bemolli 

LEZIONI 20–23, ESERCIZI. SCALE MAGGIORI .

Lezione 24. La scala minore naturale 

Lezione 25. La relativa maggiore/minore .

LEZIONI 24–25, ESERCIZI. SCALE MINORI 

Lezione 26. La scala minore armonica .

Lezione 27. La scala minore melodica ascendente 

Lezione 28. La scala minore melodica discendente

Lezione 29. Le alterazioni in chiave delle scale minori 

LEZIONI 26–29, ESERCIZI. SCALE MINORI ARMONICHE E MELODICHE . 

Lezione 30. Intervalli 

Lezione 31. Intervalli maggiori e giusti . 

Lezione 32. Maggiore vs Minore 

Lezione 33. Intervalli giusti e diminuiti 

Lezione 34. Intervalli aumentati .

Lezione 35. Intervalli composti .

LEZIONI 30–35, ESERCIZI. INTERVALLI .

e adesso? 

Note sull’Autore

Il Traduttore 

Tastiera 

 

 

Track List

Traccia Pagina

1. Il metro 4/4

2. Semibrevi 

3. Minime 

4. Semiminime  

5. Pause di semibreve 

6. Pause di minima 

7. Pause di semiminima 

8. Lezioni 1-3, Esercizi, Ear Training 1 

9. Lezioni 1-3, Esercizi, Ear Training 2

10. Lezioni 1-3, Esercizi, Ear Training 3 

11. Crome 

12. Crome e pause di un ottavo 

13. Figure col punto

14. Lezioni 4-6, Esercizi, Ear Training 1 

15. Lezioni 4-6, Esercizi, Ear Training 2

16. Lezioni 4-6, Esercizi, Ear Training 3

17. Indicazioni del tempo 

18. Lezioni 7-9, Esercizi, Ear Training 1

19. Lezioni 7-9, Esercizi, Ear Training 2 .

20. Lezioni 7-9, Esercizi, Ear Training 3 

21. Altezza delle note 

22. Ottave

23. Diesis .

24. Bemolli 

25. Lezioni 10-16, Esercizi, Ear Training 1 

26. Lezioni 10-16, Esercizi, Ear Training 2

27. Toni e semitoni

28. Scala cromatica 

29. Scala esatonale .

30. Lezioni 17-19, Esercizi, Ear Training 1

31. Lezioni 17-19, Esercizi, Ear Training 2

32. Scala di Do maggiore

33. Lezioni 20-23, Esercizi, Ear Training 1 

34. Lezioni 20-23, Esercizi, Ear Training 2

35. Scala di Do minore naturale 

36. La relativa maggiore/minore: Do maggiore/La minore

37. Lezioni 24-25, Esercizi, Ear Training 1

38. Lezioni 24-25, Esercizi, Ear Training 2 

39. La scala minore armonica 

40. La scala minore melodica ascendente 

41. La scala minore melodica discendente 

42. La scala minore melodica bachiana, ascendente e discendente

43. Lezioni 26-29, Esercizi, Ear Training 1 

44. Lezioni 26-29, Esercizi, Ear Training 2 

45. Lezioni 26-29, Esercizi, Ear Training 3 

46. Intervalli: quarta giusta e quinta giusta . . 

47. Intervalli melodici e intervalli armonici 

48. Intervalli giusti 

49. Intervalli maggiori 

50. Intervalli minori 

51. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 1 

52. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 2 

53. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 3 

54. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 4

55. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 5

56. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 6

57. Lezioni 30-35, Esercizi, Ear Training 7 

Prezzo: €23,99
€23,99

NORTHERN ITALIAN & TICINO REGION FOLK SONGS FOR MANDOLIN-Carlo Aonzo-Ponzoni-Borsani CD TABLATURE

NORTHERN ITALIAN & TICINO REGION FOLK SONGS FOR MANDOLIN. Carlo Aonzo, Clara Ponzoni, Giorgio Borsani. CD TABLATURE

LIBRO DI MUSICA DEL NORD ITALIA, CON CD.

SPARTITI PER MANDOLINO CON: 

ACCORDI, PENTAGRAMMA, TABLATURE. 

TESTO IN ITALIANO E INGLESE.

Ticino is a small area at the southernmost tip of Switzerland on the border with Italy. The Ticino region was actually part of Italy until a few centuries ago. The mandolin arrived in Ticino through immigrants and their music, and put down important cultural roots there. The mandolin style in Ticino is a link to the old Italian folk music tradition, which has been largely lost in Italy and throughout other parts of the world. This book is a collection of some of the most famous pieces from this vast historical repertoire. The collection includes lots of popular folk songs, virtuosic pieces by original mandolin composers, as well as an original Aonzo composition. The book is presented in English and in Italian while the music is in standard notation and mandolin tablature. 

INTRODUZIONE
In una piccola regione a sud della Svizzera, proprio al confine con l'Italia, c'è il Ticino.
Questo piccolo territorio fino a pochi secoli fa era parte dell'Italia, per cui ha mantenuto
svariate sfumature di cultura italiana, pur facendo parte della Svizzera.
Il Ticino (come il resto della nazione) ha avuto un grande sviluppo industriale ed economico
a partire dalla fine del 1800. Di conseguenza si è trasformato da terra di emigranti
(i ticinesi emigravano verso le Americhe) a terra di immigrazione. E probabilmente
è proprio grazie all'immigrazione di tanti italiani che il mandolino è arrivato in
Ticino, e qui ha messo delle importanti radici, essendo tra i principali rappresentanti
del patrimonio culturale locale. In Ticino infatti vi è un'alta densità di musicisti e di
orchestre a plettro.
La musica mandolinistica ha una grande tradizione come musica d'aggregazione e di
festa. Ancora oggi nasce in modo spontaneo tra musicisti ed appassionati che si trovano
per passare qualche momento in allegria, e viene arricchita con mandolini, chitarre,
contrabbasso, canto, fisarmonica e altri strumenti. Questo modo di suonare che si va
perdendo in Italia ed in altre parti del mondo, resta attuale in Ticino. Polche, canzonette,
valzer, mazurke, arie d'opera, serenate risuonavano e risuonano ancora fino a
tarda ora nei luoghi di ritrovo. Il tutto accompagnato da buon vino e cibo tradizionale.
Oltre alla musica spontanea, vi sono molte orchestre mandolinistiche, che affrontano
repertori scritti per questo tipo di formazione (di cui non è nostro obiettivo parlare in
questo libro).
Il repertorio spontaneo è piuttosto vasto, e legato all' abilità e alle conoscenze dei singoli
musicisti. Si va da canzonette popolari (molte delle quali di autore sconosciuto) a
compositori originali per mandolino, passando da musica tramandata per tradizione
orale (molti musicisti non sapevano leggere la musica) fino a repertorio di grande virtuosismo.
Fonti importanti sono state le riviste pubblicate in Italia da fine 1800 che
avevano cadenza di solito bisettimanale e che gli abbonati aspettavano con trepidazione
("Il plettro", "Il mandolino", e altre).
L'intento di questo lavoro e' quello di trasmettere agli appassionati mandolinisti di
tutto il mondo, la cultura musicale del Ticino e lo spirito allegro e cordiale che caratterizza
la Svizzera italiana.
NOTE DEGLI AUTORI
Nella musica popolare raramente l'esecutore legge la notazione musicale; i brani vengono
imparati, arrangiati ed eseguiti ad orecchio. Spesso accade, quindi, che le note
scritte siano solo una traccia e l'interpretazione sia ogni volta diversa.

CARLO AONZO
Concertista di fama internazionale si è affermato anche tra i principali divulgatori del mandolino classico italiano. Diplomato in mandolino con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Padova, ha collaborato con numerose istituzioni musicali incluse la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, e la Nashville Chamber Orchestra (Usa).
Ha vinto, tra gli altri, il primo premio speciale "Vivaldi" alla Vittorio Pitzianti National Mandolin Competition di Venezia, e il primo premio alla Walnut Valley National Mandolin Contest, Winfield, Kansas. Ha registrato per l'americana Mel Bay, un concerto-video sulla storia del repertorio per mandolino solo (Carlo Aonzo: Classical Mandolin Virtuoso) , i progetti discografici "Serenata" (Acoustic Music, Germania), "Traversata" (Acoustic Disc, Usa), "Antonio Vivaldi-Concerti per mandolino e orchestra" (Edt, Torino), nel 2007 l'album "Kazè", nel 2008 "Il mandolino italiano nel Settecento", e nel 2010 "Fantasia Poetica". E' titolare di un corso annuale a partecipazione internazionale a New York e nel 2006 ha fondato l'Accademia Mandolinistica Internazionale Italiana.
Come ricercatore si occupa delle origini e della storia del proprio strumento, ha collaborato con il New Grove Dictionary of Music and Musicians ed ha curato edizioni musicali per la casa editrice Bèrben.

GIORGIO BORSANI
Nato a Como (Nord Italia), ha intrapreso gli studi di chitarra classica all'età di 12 anni, diplomandosi presso il Conservatorio "Giuseppe Nicolini" di Piacenza. Ha all'attivo diverse collaborazioni con formazioni cameristiche, anche in qualità di solista, ed è membro di alcune orchestre a pizzico in Svizzera e Italia. Accanto all'attività concertistica affianca quella didattica, ha insegnato in diverse scuole di musica e si occupa dellaformazione strumentale in formazioni mandolinistiche in Svizzera e collabora nell'organizzazione di corsi di musica nazionali ed internazionali. Si occupa inoltre dell'organizzazione di concerti e rassegne musicali ed ha conseguito la Laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione.

CLARA PONZONI BORSANI
Nata e cresciuta in Svizzera, ha iniziato da bambina 

lo studio del mandolino nell'ambito delle Orchestre
Mandolinistiche locali, proseguendo poi gli studi con Carlo Aonzo.
Suona in alcune Orchestre Mandolinistiche, in Du.
classico con chitarra (Duo Vivace) e in qualità di solista a
orchestre da camera.
nrepertorio spazia dalla musica popolare a quel!.
contemporanea. Tiene regolarmente concerti in Svizzera ed all'estero.
Oltre all'attività musicale, si occupa di insegnamento e di organizzazione di coro
di musica nazionali ed internazionali quale collaboratrice del Maestro Aonzo. 

POLCA E MARCIA
La polca è un ballo in 2/4. La musica è veloce e si danza in coppia.
Non è chiaro quale sia la sua origine. Si ritiene che, come indica il suo nome, derivi da una danza
polacca che si è diffusa velocemente in tutta l'Europa.
Nelle serate conviviali viene eseguita molto spesso proprio per il suo carattere allegro e vivace.
Anche la marcia è una composizione musicale in 2/4, che si differenzia dalla polca per l'origine.
Infatti, come suggerisce il nome, non è stata pensata per la danza ma per scandire il passo delle
sfilate delle bande militari. Anche il repertorio bandistico fa parte della cultura popolare ed è
t{uindi vicino alla musica mandolinistica.
E importante segnalare che spesso nella musica popolare la stessa melodia sia d'uso in diversi
luoghi ma con titoli ed attribuzioni diverse. Si tratta di musica tramandata oralmente la cui paternità
resta ignota o ambigua.

LA SISINA
In Ticino la composizione di questa di polca viene attribuita a Pasquale Sisini (Mendrisio/CH 1902-1997). Il
collegamento tra il titolo ed il presunto autore è evidente. Della stessa melodia sono presenti però delle tracce
nel nord-est d'Italia (Trentino), dove viene chiamata "Polka Gilardengo" (Libro a pagina 109: Giacomo
Sartori e l'Associazionismo Mandolinistico in Italia fra il XIX e il XX secolo, a cura di Antonio Carlini, Ed.
Akademos 1999).
Un collega musicista che ha conosciuto e suonato personalmente con Sisini conferma con orgoglio che la
musica è stata composta da lui.
Questo dimostra che è davvero difficile conoscere con esattezza la paternità di alcune melodie.

POLCA DEL DORIN
Questa polca è di autore ignoto. Viene chiamata "Polca del Dorin" per identificarla dalle altre polche, proprio
perché questo famoso mandolinista ticinese (Isidoro Frigerio, Riva San Vitale/CH 1908-1988) la suonava
molto frequentemente.

OH KATIA
Motivo popolare di origine sconosciuta, tra i più diffusi nella musica popolare.

AL GROTT DEL FIN
Remo Giambonini (Gandria/CH 1911-1997) è stato uno tra i più importanti compositori ed orchestratori
ticinesi di musica per mando lino.
Giambonini ha studiato armonia e contrappunto ed ha suonato in tante orchestrine in salotti, alberghi e
balere di tutta Europa, con un repertorio musicale immenso (operette, musica da ballo, classica e popolare).
Era un musicista poliedrico, negli strumenti e negli spartiti.
La sua grande preparazione musicale è evidente nelle sue composizioni popolari che contengono una grande
ricchezza musicale.
Nella musica popolare infatti, oltre a canzonette piuttosto semplici, sono presenti brani molto virtuosi.
La composizione è stata dedicata al grotto (osteria) del padre (Il Grott del Fin) che si trovava sulle rive del
lago di Lugano.

SCUGNIZZA
Il termine "scugnizzo" nel dialetto napoletano indica un bambino monello e dispettoso che passa le giornate
per le strade di Napoli.

NINAPANCHA
Brano popolare probabilmente di origine spagnola. Suonato sia in duo sia con orchestra.
 

Al Grott del Fin - Remo Giambonini

Carnevale di Venezia - Arr. Carlo Munier - CON ANCHE LA PARTE DELLA CHITARRA, NO TABLATURE. 
Cesarina - Cesare Pezzolo
Czardas - Vittorio Monti
Graziella - Pino Guerra
L’Alborela - Remo Giambonini
La Sisina - Traditional
Nina Pancha - José Garcia
Ninna nanna - Giuseppe Aonzo
Oh Katia! - Traditional
Polca del Dorin - Traditional
Scugnizza Remo - Giambonini
Speranze perdute - Alessandro Morelli
Tarantella - Raffaele Calace - CON ANCHE LA PARTE DELLA CHITARRA, NO TABLATURE.  
Tra veglia e sonno - Luigi Canora
Vulcano - Mario Cavallari

Prezzo: €32,99
€32,99

PLAYING GUITAR IN JAZZ BAND Practical Guide Students Teachers Sinclair LIBRO CD TABLATURE

PLAYING GUITAR IN JAZZ BAND, A Practical Guide for Students and Teachers. David Sinclair. CD GUITAR TABLATURE

LIBRO METODO DI MUSICA JAZZ, CON CD. 

SPARTITI PER CHITARRA CON:

ACCORDI, GRIGLIA DEGLI ACCORDI, PENTAGRAMMA, NOTE, TABLATURE. 

MANUALE, STUDIO, DIDATTICO, 

PER IMPARARE A SUONARE LA CHITARRA IN UNA BIG BAND.

 

Format: Book & CD

Instrument: Guitar

 

Playing Guitar in Jazz Band is for beginning to intermediate guitarists who are interested in playing in a jazz big band. Playing this style of guitar can be challenging, as the chord changes are often complex, yet the guitar parts should remain simple enough to avoid detracting from the overall sound of the band. This book breaks down that process by substituting difficult chord shapes with more flexible voicings that are designed to sound good on the guitar. Learn a wide variety of rhythmic patterns and work with authentic chord charts that are exactly like the ones you will encounter in real-life situations. This is the perfect crash course for students who have just joined their first jazz band and the ideal companion for music teachers who want to better understand the role of the guitar in their ensemble. A CD demonstrating the examples in the book is included. 

 

Introduction

So, you've joined a jazz band (sometimes called a big band, stage band, or jazz ensemble). Even if you've been a guitar player for a while, you're probably finding some of this music quite different from anything you've played before-a lot of chords going by kind of quickly-right? That's because the sound of big band jazz comes from the cool harmonies generated by the horn sections. Even when the individual horn parts are quite simple, the combined harmonies can be quite complex, making the guitar and piano parts a bit of a challenge. This book is designed as a practical guide for playing in a jazz band. The emphasis is on shortcuts that work in the real world, not complicated theory. You'll learn how to simplify complicated chord charts to suit your current level of ability and chord knowledge. To get the most out of this book, it will be helpful (but not absolutely necessary) to be able to read standard music notation. You need to know basic skills such as tuning the guitar, fretting notes and chords with your left hand, and picking and strumming with your right hand. There are two parts to this book. Part 1 will try to make your life a little easier by presenting some chord voicings and shortcuts to help you get through the musical charts. Part 2 shows you how to add to the basics as you get more comfortable with the pieces you are playing. You may find that these voicings and shortcuts sound better with the band than the fuller voicings you might use in a smaller group. The chord voicings used in this book, particularly in Part 1, are based on the technique used by legendary guitarist Freddie Green of the Count Basie Orchestra. Some band directors encourage guitarists to play chord voicings in a higher register and stay away from the bass. While this is certainly a valid approach-and one that is very effective in small jazz groups-it puts you in'the range of the horns and piano. This makes it necessary to play the extensions and alterations in the chord, as well as eliminate the root of the chord or place it on middle strings. For the novice player, the method in this book will be a lot easier to grasp, since the root will generally be on the bass strings and easier to find, and the shortcuts will enable the player to keep up with the band. Unlike playing in a rock, folk, or country band, the role of the guitar in a big band is primarily to work with the drummer to set up a solid groove, rather than establish the harmonies (which are being played by horns and piano). For example, instead of letting the chords ring, we damp them between the strokes for a more percussive effect (see Chapter 7 for more details). This book deals with the rhythm guitar aspect of stage band playing, or chording, which is mostly what you will be doing. To learn the lead guitar aspect of jazz, refer to a book such asTom Dempsey's Easy Soloing for Jazz Guitar (Alfred/National Guitar Workshop #28246).

How to Use This Book

I suggest you go through Part 1, learning the material in each chapter. If you spend 15 minutes a day, you should be pretty competent in two or three weeks. Then, have a look through Part 2 so you know what's there, but don't try to learn all the chord voicings at once. Gradually, add a few voicings at a time as you encounter them in the pieces you are playing with the band.

 

About the Author

David Sinclair is a guitarist from Vancouver, Canada who has toured and recorded with many artists, including Sarah McLachlan, k.d. Lang, Matthew Lien, Amy Sky, Michael Buble, Daniel Powter, Rita MacNeil, Paul Janz, Valdy, Susan Jacks, Terry Jacks, Prism, Bachman-Turner Overdrive, Irish Rovers, Holly Arntzen, Leon & Eric Bibb, Gary Fjellgaard, Leonard and Sample, Straight Lines, and Body Electric. As a member of Sarah McLachlan's band, and with k.d. lang, David toured North America, Europe, and Asia. He has appeared on television shows 'including The Tonight Show with Jay Leno, the Late Show with David Letterman, Late Night with Conan O'Brien, The Arsenio Hall Show, Saturday Night Live, The Larry Sanders Show, Good Morning America, The Rosie O'Donnell Show, MTV Unplugged, VH1 Storytellers, The Grammy Awards Show, and the Canadian Juno Awards. David has written and performed music for films and television, played with the Vancouver Symphony, the Opera Orchestra, and the Vancouver Chamber Choir, as well as pit bands for musical theater productions and shows. He has taught at Capilano College in North Vancouver, at the California and Toronto campuses of the National Guitar Workshop, and the Vancouver campus of Guitar Workshop Plus. He has also recorded solo acoustic guitar CDs

Acknowledgements

Thanks go to Joe Sallay, Mike Gillette, Frank Ludwig, Rob McLeod, Blair Fisher, Fred Stride, Bob Buckley, and my family: Christine, Taryn, Jaime, and Zak.

A compact disc is included with this book. This disc can make learning with the book easier and more enjoyable. The symbol shown to the left appears next to every example that is on the CD. Use the CD to help ensure that you're capturing the feel of the examples and interpreting the rhythms correctly. Example numbers are above the symbol. The track number below the symbol corresponds directly to the example you want to hear. Track 1 is a tuning track that will help you tune your guitar to this CD.

 

Contents:

About the Author

Introduction

How to Use This Book

PART 1

Chapter 1: Getting Started

Tablatu re (TAB)

Chord Diagrams

Learning Notes on the 6th String (Low E)

Chapter 2: Reading Chord Charts

Chapter 3: Major Scale and Chord Theory

The Major Scale

Chords

Chapter 4: Flexible Chord Forms

Chapter S: Extensions, Altered Tones, and Shorteuts

Extensions

Altered Tones

Chapter 6: Diminished 7th Chords

Chapter 7: Rhythms

Straight Eighth Feels

Latin Feels ;

Rock Grooves

The Swing Feel

Four to the Bar

Rhythmic Variation

PART 2

Chapter 8: More Chords

9th, 11th, and 13th Chords

Altered Chords

Various Altered Chords

2 Chords and Add 9 Chords

6/9 Chords

Slash Chords

The 5 Chord

Chapter 9: Tunes

Swingin' on the Loop

Plan B

Appendix

Time Signatures

Chords with Different Names

Getting the Right Sound

Conclusion 

Prezzo: €23,99
€23,99
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